come posso trovare il partner giusto per il design universale e inclusivo?

il design universale e inclusivo mira a consentire a un maggior numero di persone di utilizzare i prodotti in modo autonomo. un’agenzia competente si chiede quindi sin dall’inizio chi potrebbe essere escluso da un determinato progetto. è fondamentale che essa traduca le diverse capacità e situazioni di vita in decisioni progettuali concrete e coinvolga persone con esperienze rilevanti.

ambito dei servizi e delimitazione

il design universale mira a soluzioni che possano essere utilizzate dal maggior numero possibile di persone diverse. il design inclusivo sottolinea invece l’importanza di tenere consapevolmente conto, in fase di sviluppo, delle diverse condizioni e delle possibili esclusioni. entrambi gli approcci aiutano a mettere in discussione una visione ristretta del presunto utente standard. tuttavia, non sostituiscono una verifica concreta dei requisiti del prodotto in questione.

un partner adeguato dovrebbe spiegare quali persone e situazioni potrebbero essere state trascurate finora. tra queste rientrano le limitazioni permanenti, temporanee o legate a situazioni specifiche. chiedete informazioni sul coinvolgimento, sui metodi di verifica e su come gestire esigenze contrastanti. l’accessibilità nasce da tanti dettagli che si incastrano tra loro.

hewi aq950 come esempio di progettazione accessibile dei prodotti

individuare gli ostacoli nel compito specifico

una piccola scritta, una maniglia difficile da raggiungere o una routine digitale che si presume nota possono escludere persone molto diverse tra loro. iniziate con un compito importante: regolare un apparecchio, acquistare un biglietto o adattare una postazione di lavoro. analizzate poi quali requisiti fisici, sensoriali o cognitivi richiede la soluzione. da ciò è possibile sviluppare alternative mirate, invece di promettere in modo generico un utilizzo da parte di tutti.

quattro criteri per la scelta del partner

  • tenere conto della diversità: chiedete quali gruppi di utenti saranno effettivamente coinvolti e quali prospettive mancano finora nel progetto.
  • consentire diversi approcci: le informazioni possono, ad esempio, essere trasmesse visivamente e tramite altri segnali adeguati. la combinazione concreta deve essere adeguata al prodotto.
  • verificare l’autonomia: valutare se le persone sono in grado di svolgere un compito senza ulteriori spiegazioni o aiuto, nella misura in cui ciò rientri nel contesto di applicazione.
  • chiarire i confini: distinguete tra obiettivi progettuali, caratteristiche testate e requisiti formali di accessibilità. queste nozioni non sono intercambiabili.

svolgimento del progetto e decisioni

per prima cosa, stilate un elenco delle possibili esclusioni lungo le fasi principali di utilizzo. assegnate una priorità agli ostacoli e sviluppate soluzioni alternative insieme alle persone interessate. testatele nel contesto appropriato e individuate le barriere residue. la verifica dovrebbe accompagnare anche le successive modifiche al prodotto, affinché le nuove funzionalità non compromettano l’accessibilità già raggiunta.

la poltrona per pazienti itoki come esempio di progettazione ergonomica e accessibile

esempio di terminale condiviso

supponiamo che un terminale venga utilizzato da persone di statura diversa, con scarsa conoscenza della lingua e in condizioni di illuminazione variabili. uno schermo più grande da solo non è sufficiente a risolvere il problema. è necessario considerare nel loro insieme la posizione, il contrasto, l’altezza di utilizzo e la comprensibilità del feedback.

i primi modelli possono aiutare a esaminare configurazioni e percorsi informativi alternativi. è importante verificare se le funzioni principali siano accessibili in modo adeguato e dove sia necessario un supporto aggiuntivo. questo esempio ipotetico mostra perché il coinvolgimento di diverse persone possa contribuire a concretizzare lo sviluppo. non si tratta di una dimostrazione dell’idoneità universale di un determinato prodotto.

errori comuni nella scelta e nell’assegnazione degli incarichi

evitate di dare per scontato che una singola persona possa rappresentare tutte le persone con una limitazione simile. distinguete le osservazioni individuali dai modelli ampiamente confermati. allo stesso modo, è riduttivo limitarsi a verificare esclusivamente le caratteristiche visive. anche le modalità di utilizzo, lo sforzo fisico richiesto e un linguaggio comprensibile possono essere altrettanto rilevanti. la fonte del w3c descrive le relazioni tra accessibilità, usabilità e inclusione. un test con gli utenti da solo non conferma quindi automaticamente tutti i requisiti tecnici.

confrontare in modo ragionato i costi e le tempistiche

i costi e i tempi dipendono dalla varietà delle situazioni d’uso, dal coinvolgimento dei gruppi interessati e dalla verifica tecnica. fate in modo che la ricerca, lo sviluppo, i prototipi e i servizi specialistici esterni siano indicati separatamente. specificate inoltre quali fasi di revisione sono previste e chi approva i feedback. un calendario ha senso solo quando queste decisioni e dipendenze sono note.

kokuyo anika come esempio di progettazione del prodotto in diverse situazioni d’uso

il briefing per un primo colloquio

indicate i gruppi di utenti previsti e le attività concrete. descrivete l’ambiente, le risorse disponibili e gli ostacoli all’accessibilità già noti. stabilite quali figure chiave debbano essere coinvolte nella ricerca e nella valutazione. aggiungete i professionisti competenti per i requisiti tecnici di accessibilità. è importante anche definire in che modo le future varianti del prodotto e i nuovi contenuti dovranno continuare a seguire gli stessi principi di progettazione.

domande frequenti sul design universale e inclusivo

il design inclusivo è la stessa cosa dell’accessibilità?

questi approcci sono correlati, ma non sono identici. il “design inclusivo” descrive anche un processo che tiene conto di diverse prospettive. l’accessibilità può inoltre comprendere requisiti concreti e verificabili.

in alcuni casi può essere opportuno ricorrere a modalità di comando alternative

sì, quando condizioni diverse rendono altrimenti più difficile lo svolgimento dello stesso compito principale. le alternative devono essere facilmente individuabili e coerenti tra loro. verifichino la loro utilità con le persone interessate, invece di inserire opzioni aggiuntive solo come segno di una presunta inclusione.

come si concretizza l’inclusione nel briefing?

indicate i compiti, i vincoli rilevanti e il grado di autonomia desiderato. sostituite il termine “inclusivo” con domande di verifica a cui sia effettivamente possibile rispondere nell’ambito del progetto.

il “design universale” implica una soluzione unica per tutti?

non necessariamente. un approccio di base comune può essere integrato da orientamenti o approcci alternativi. è fondamentale che i compiti importanti rimangano alla portata di persone diverse. le affermazioni generiche sulla piena idoneità dovrebbero essere sostituite da prove concrete.

il design inclusivo è rilevante solo per determinati gruppi target?

no. situazioni quali un braccio ferito, una scarsa padronanza della lingua o una forte luminosità ambientale possono rendere più difficile l’accesso. una visione d’insieme più ampia aiuta a individuare tempestivamente tali condizioni. nel briefing occorre stabilire quali di queste siano rilevanti per il prodotto.

quando è opportuno coinvolgere gli utenti?

già nella fase di definizione dei compiti, affinché lo sviluppo non parta da ipotesi non verificate. i test successivi verificano soluzioni concrete. pianificate inoltre in che modo il feedback porti a modifiche e come le persone interessate vengano coinvolte nella nuova valutazione.

la prospettiva di f/p design

nel morita tri auto zx2+ è possibile ruotare le informazioni sul display per adattarle all’uso sia da parte di mancini che di destrimani. da ciò emerge una questione concreta di inclusione: quali adattamenti evitabili richiede un prodotto ai propri utenti e in che modo la progettazione può ridurre tale sforzo?

state pianificando un progetto in questo settore? parlate con f/p design del vostro incarico, dello stato attuale e del risultato desiderato. insieme definiremo il contributo di design più adatto e i prossimi passi da compiere.

discutere il progetto con f/p design